martedì 10 maggio 2011

Profilo artistico di Arnaldo Musati (mio papà)

Arnaldo Musati (Varallo Sesia, 1916 – Roccapietra, 1988), pittore autodidatta di origini valsesiane, si dedicò al manifesto ed alle stampe pubblicitarie negli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale. Fu Cino Moscatelli, suo compagno di lotta partigiana in Valsesia, a commissionargli il manifesto della Liberazione; successivamente si trasferì ad Aosta dove  aprì  uno studio  di   pubblicità e realizzò molti dei manifesti che pubblicizzavano le stazioni invernali di tutta la valle: Cervinia, La Thuile, Cogne, Pila, la bellissima serie dell’Aosta-Gran San Bernardo. Era quello - gli anni a cavallo fra i ’40 e i ’50 - un periodo di ricostruzione e di rilancio di tutte le attività: questa generosa ed ingenua energia dà colore e luce alla tavolozza di Musati e la gioia della libertà riconquistata traspare nei sorrisi e negli slanci delle sue famose donne con le braccia alzate – il suo marchio di fabbrica. 

 

 
Nei primi anni del dopoguerra, soprattutto, accompagnò a queste primarie attività professionali la produzione di quadri dipinti con la tecnica dell’acquarello o tempera. 
Negli anni ’47 e ‘48 allestì alcune mostre personali: ad Aosta dove aveva il suo studio, a Vigevano insieme al cugino Cisari, e nella sua Valsesia, prima a Borgosesia e poi a Varallo Sesia nell’ambito della prima edizione dell’Estate Valsesiana, per reclamizzare la quale era stato scelto il suo cartellone pubblicitario. 




Molti dei suoi quadri, venduti a quelle mostre, e quindi non più reperibili, rappresentavano scorci della Valsesia (il Monte Rosa, il Corno Bianco, il Rifugio CAI  Stolenbergh, la donna in costume di Fobello, la vecchia filatrice valsesiana, la cappelletta al S.Monte di Varallo) e della Val d’Aosta (il Monte Bianco, la chiesetta di Pila, la contadina valdostana, in piazza d’Aosta).



L’attività cartellonistica lo vide attivo anche nella nativa Valsesia, dove ritornò poi a stabilirsi nel ’59: il bellissimo e solare manifesto per il lancio della stazione invernale di Mera, quello per la funivia Alagna-Belvedere, il manifesto dell’Estate Valsesiana, i calendari della Manifattura Grober sono alcune testimonianze di quegli anni che Musati ci ha lasciato e che molti oggi custodiscono e collezionano gelosamente.




 Da molti è oggi considerato uno tra i più bravi cartellonisti italiani dei primi anni ’50 ed alcune delle sue opere rivaleggiano in bellezza e stile con i lavori dei più affermati Boccasile, Dudovich e Cappiello. Il manifesto di Cervinia, soprattutto, è continuamente ristampato, riproposto, citato e menzionato ogni qualvolta si parli del manifesto pubblicitario italiano.

A metà degli anni ’50, la fotografia fece il suo prepotente ingresso sulla scena della comunicazione murale e della pubblicità in genere; Musati si fece silenziosamente da parte, dedicandosi all'illustrazione di libri per gli editori Fabbri, Boschi ed infine Raiteri.   Della collaborazione con la Fratelli Fabbri rimangono poche documentazioni: soltanto le illustrazioni di due libri per ragazzi.
Della collaborazione con l’Editrice Boschi possiamo ancora ammirare quasi tutte le illustrazioni eseguite per la Collana Romanzi Celebri (di cui custodisco quasi interamente il catalogo) e alcune altre per le collane dei ragazzi. Questa collaborazione andò avanti per qualche anno, dopodichè ci fu l’incontro con l’Editore Raiteri, per il quale il pittore si dedicò alle illustrazioni dei libri scolastici per le scuole elementari.



La nostalgia della sua Valsesia lo portò nel ‘’59 a proporre all’Editore Raiteri l’esclusiva con l’impegno di fare un certo numero di tavole al mese: era come avere un buon stipendio e questo gli permise di tornare al paese natale e di continuare a lavorare da lì. La collaborazione durò circa vent’anni, dopodichè verso i 65 anni, cessò l’attività professionale e tornò a dipingere acquarelli. Il suo ultimo lavoro è del 1986: un grande acquarello che forse rispecchiava già il suo stato d’animo, non più colori brillanti, piuttosto toni smorzati. Una gamma di azzurro sfumato con il verde, un paesaggio invernale, con tanta neve.


Mancò il 4 Settembre del 1988, dopo due anni di malattia.





.



2 commenti:

  1. Che grande Uomo.. Suo Padre
    ..tutte le volte che guardo i suoi poster..rimango incantato..
    Andrea

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie da parte di papà se ci sente o ci vede.

      Elimina