Conversazioni libere sui libri (miei e degli altri), il teatro, il cinema, l'arte e le idee
lunedì 15 agosto 2011
lunedì 8 agosto 2011
giovedì 28 luglio 2011
Il piccolo pino
Il nonno mi aveva portato sotto il Castello a cercare funghi, come spesso facevamo nelle mattinate autunnali su quella piccola montagna dietro casa. Sulla vetta, parzialmente nascosti dalla vegetazione, c’erano i resti del castello dei Barbavara, i signorotti che nel Medio Evo avevano dominato sul paese di Roccapietra. Quel giorno, invece dei funghi, trovammo un piccolo pino. Il nonno decise di portarlo a casa e di piantarlo in mezzo al cortile.
martedì 19 luglio 2011
L'installazione di Ale Senso - L'Aquila, parco del sole - 16 Luglio 2011 - Evento Graffi e Graffiti
Realizzata in un solo giorno con cartoni, taglierini e seghetti vari, vernice spray e da pennello. Ombrello fornito da Enrico Sconci, direttore del Museo d'arte moderna de L'Aquila.
Foto di 3e32 casematte.com
Foto di 3e32 casematte.com
lunedì 18 luglio 2011
domenica 10 luglio 2011
Graffi e Graffiti, L'Aquila, 16 Luglio 2011
Una grande kermesse di writing, street art, hip hop e... la presentazione di Tramonto Falck.
Un evento organizzato da Marianna De Lellis
lunedì 27 giugno 2011
Code di stampa - antologia animalista di beneficenza
CODE DI STAMPA: 15 RACCONTI PER AIUTARE GLI ANIMALI
Code di Stampa: di solito è una definizione che si applica a materiale di scarto e in questa nostra società, in effetti, gli animali sono spesso trattati come tali. Tuttavia il titolo di questa antologia animalista vuole alludere a ben altro, facendo leva sul gioco di parole e intendendo sottolineare che, questa volta, le code - quelle vere fatte di vertebre e pelliccia – diventano, assieme ai loro possessori, protagoniste di un libro in uscita a novembre 2011 per l’editore La Gru.
Con questi quindici racconti, in cui è presentata la gamma delle differenti realtà con cui al giorno d’oggi si trovano alle prese gli animali, un piccolo manipolo di autori (raggruppati sotto la sigla F.I.A.E.) ha inteso infatti levare una voce in difesa di questi deboli, destinando le proprie royalty a favore di chi, ogni giorno, si impegna a proteggere e a ridare dignità alle bestiole calpestate dalla crudeltà e dall’indifferenza. Queste due assassine spietate mietono ogni anno innumerevoli vittime, la cui colpa è stata solo quella di venire al mondo per gustare un pezzetto di quella felicità cui ogni essere ha diritto e contro di esse lotta strenuamente, fin dal 2001, l’associazione Save The Dogs (www.savethedogs.eu). Nata per dare una risposta alla tragica emergenza che coinvolge i cani randagi in Romania, questa onlus italiana di comprovata serietà è impegnata in campagne di informazione, prevenzione, sterilizzazione e affido, in collaborazione con una rete di associazioni sparse in vari Paesi europei.
Ma poiché, accanto al doveroso impegno, nella vita deve trovare spazio anche la levità, ogni racconto di questa antologia presenta un intermezzo ludico che si prefigge di divertire e istruire il lettore sulle specie protagoniste del libro, rendendolo una felice sintesi di momenti dalle sfaccettature diverse, ma dal retroterra comune: l’amore incondizionato per il mondo animale.
Code di Stampa: di solito è una definizione che si applica a materiale di scarto e in questa nostra società, in effetti, gli animali sono spesso trattati come tali. Tuttavia il titolo di questa antologia animalista vuole alludere a ben altro, facendo leva sul gioco di parole e intendendo sottolineare che, questa volta, le code - quelle vere fatte di vertebre e pelliccia – diventano, assieme ai loro possessori, protagoniste di un libro in uscita a novembre 2011 per l’editore La Gru.
Con questi quindici racconti, in cui è presentata la gamma delle differenti realtà con cui al giorno d’oggi si trovano alle prese gli animali, un piccolo manipolo di autori (raggruppati sotto la sigla F.I.A.E.) ha inteso infatti levare una voce in difesa di questi deboli, destinando le proprie royalty a favore di chi, ogni giorno, si impegna a proteggere e a ridare dignità alle bestiole calpestate dalla crudeltà e dall’indifferenza. Queste due assassine spietate mietono ogni anno innumerevoli vittime, la cui colpa è stata solo quella di venire al mondo per gustare un pezzetto di quella felicità cui ogni essere ha diritto e contro di esse lotta strenuamente, fin dal 2001, l’associazione Save The Dogs (www.savethedogs.eu). Nata per dare una risposta alla tragica emergenza che coinvolge i cani randagi in Romania, questa onlus italiana di comprovata serietà è impegnata in campagne di informazione, prevenzione, sterilizzazione e affido, in collaborazione con una rete di associazioni sparse in vari Paesi europei.
Ma poiché, accanto al doveroso impegno, nella vita deve trovare spazio anche la levità, ogni racconto di questa antologia presenta un intermezzo ludico che si prefigge di divertire e istruire il lettore sulle specie protagoniste del libro, rendendolo una felice sintesi di momenti dalle sfaccettature diverse, ma dal retroterra comune: l’amore incondizionato per il mondo animale.
venerdì 17 giugno 2011
Graffi e Graffiti - L'Aquila, 16 Luglio 2011 (con presentazione Tramonto Falck)
Datemi un muro, vi solleverò il mondo!!!!
Muri provvisori
(nel parco della città più provvisoria d’Italia).
Un arsenale di spray.
...Un libro di storia urbana.
Musica rap, hip hop, free style.
PROGRAMMA
dalle ore 12.00: writers all'opera
Ore 18.00
Presentazione del romanzo murale di Fabio Musati, Tramonto Falk, Laruffa editore.
dalle ore 21.30: Concerti delle crew aquilane e milanesi
giovedì 9 giugno 2011
Ognuno per proprio conto
Wilma è ucraina. Un pezzo di donna, gambe come querce, la pelle bianca come latte.
Lavora a Milano per ottocento euro al mese come badante di un vecchio invalido che non l’ha ancora messa in regola.
Suo marito è rimasto in un paesino poco distante da Kiev. Lavora in miniera. I loro figli li cura la nonna materna.
Wilma non può tornare da loro perché altrimenti perde il lavoro e non potrebbe più tornare in Italia.
Amir è egiziano. Ha occhi che ridono e zoppica vistosamente.
E’ sbarcato due anni fa a Lampedusa. Suo fratello era annegato il mese prima, il barcone affondato il mezzo al mare. Ad Amir è andata bene.
Moglie e figli vivono con quello che lui manda a casa.
Ha fatto il bracciante agricolo a Fondi, cinquecento euro per dieci ore al giorno. Una brandina in una stalla, i bisogni li faceva nei campi.
Con i soldi risparmiati, è salito fino a Sesto San Giovanni dove c’erano altri suoi amici, immigrati clandestini come lui. Ha lavorato in un cantiere edile, ma quando è caduto da un ponteggio si è rotto il femore destro e l’hanno licenziato.
Adesso vende libri di favole africane ai giardinetti di via Palestro.
Lì la domenica Wilma fa il pic-nic con le connazionali, tutte badanti come lei. Stendono una tovaglia bianca, mangiano panini e bevono Tavernello. Poi cantano insieme. A bassa voce, però, altrimenti i vigili le cacciano.
Amir ha un bel sorriso bianco e mani forti. Si avvicina zoppicante al gruppo di donne. Sa che non venderà libri a loro, ma ci scherza volentieri e quelle non lo allontanano.
Wilma ha gambe sode e schiena dritta. Ha anche due incisivi d’oro. Amir dice che ha l’oro in bocca. Non vorrà tenersi quel tesoro tutto per lei? Wilma ride e gli incisivi brillano al sole primaverile, mentre passeggia con Amir. Le amiche ucraine ridacchiano, vedendoli andar via.
Lui ha messo i libri in una sacca che porta sulle spalle. Parlano in italiano. Cento parole in due, non di più. Bastano per quel pomeriggio di festa, il resto lo fanno le mani e poi le bocche. Wilma sa di vino rosso, Amir sa di chiodi di garofano. Baci al vin brulé.
Quando il sole tramonta, Wilma torna dal suo invalido e Amir riprende a infastidire tutti con i suoi libri indesiderati.
Entrambi sentono un filo di colpa salire dal basso, la colpa di una piccola gioia clandestina. La scacciano con un gesto della testa e riprendono la loro strada, ognuno per proprio conto.
L’uomo nero e la donnona del nord.
Lavora a Milano per ottocento euro al mese come badante di un vecchio invalido che non l’ha ancora messa in regola.
Suo marito è rimasto in un paesino poco distante da Kiev. Lavora in miniera. I loro figli li cura la nonna materna.
Wilma non può tornare da loro perché altrimenti perde il lavoro e non potrebbe più tornare in Italia.
Amir è egiziano. Ha occhi che ridono e zoppica vistosamente.
E’ sbarcato due anni fa a Lampedusa. Suo fratello era annegato il mese prima, il barcone affondato il mezzo al mare. Ad Amir è andata bene.
Moglie e figli vivono con quello che lui manda a casa.
Ha fatto il bracciante agricolo a Fondi, cinquecento euro per dieci ore al giorno. Una brandina in una stalla, i bisogni li faceva nei campi.
Con i soldi risparmiati, è salito fino a Sesto San Giovanni dove c’erano altri suoi amici, immigrati clandestini come lui. Ha lavorato in un cantiere edile, ma quando è caduto da un ponteggio si è rotto il femore destro e l’hanno licenziato.
Adesso vende libri di favole africane ai giardinetti di via Palestro.
Lì la domenica Wilma fa il pic-nic con le connazionali, tutte badanti come lei. Stendono una tovaglia bianca, mangiano panini e bevono Tavernello. Poi cantano insieme. A bassa voce, però, altrimenti i vigili le cacciano.
Amir ha un bel sorriso bianco e mani forti. Si avvicina zoppicante al gruppo di donne. Sa che non venderà libri a loro, ma ci scherza volentieri e quelle non lo allontanano.
Wilma ha gambe sode e schiena dritta. Ha anche due incisivi d’oro. Amir dice che ha l’oro in bocca. Non vorrà tenersi quel tesoro tutto per lei? Wilma ride e gli incisivi brillano al sole primaverile, mentre passeggia con Amir. Le amiche ucraine ridacchiano, vedendoli andar via.
Lui ha messo i libri in una sacca che porta sulle spalle. Parlano in italiano. Cento parole in due, non di più. Bastano per quel pomeriggio di festa, il resto lo fanno le mani e poi le bocche. Wilma sa di vino rosso, Amir sa di chiodi di garofano. Baci al vin brulé.
Quando il sole tramonta, Wilma torna dal suo invalido e Amir riprende a infastidire tutti con i suoi libri indesiderati.
Entrambi sentono un filo di colpa salire dal basso, la colpa di una piccola gioia clandestina. La scacciano con un gesto della testa e riprendono la loro strada, ognuno per proprio conto.
L’uomo nero e la donnona del nord.
lunedì 6 giugno 2011
Semina il vento di Alessandro Perissinotto
di Alessandro Perissinotto, edizioni Piemme
Recensione di Fabio Musati

Diciamolo subito per rassicurare i lettori : questa tragedia, che inizia come una storia d’amore tra i boulevard parigini del quartiere multietnico di Belleville e termina invece nell’odio maturato in un tranquillo paesino nelle valli montane del Piemonte (Molini) è frutto della fantasia dell’autore.
Alessandro Perissinotto, docente all’Università di Torino e autore di molti romanzi noir e polizieschi, non ha però voluto fare questa convenzionale premessa al suo ultimo romanzo, intitolato Semina il Vento, editore Piemme.
Andiamo avanti. Ci chiederemo alla fine il perché.
martedì 31 maggio 2011
martedì 24 maggio 2011
Lettera aperta ai giovani milanesi
(da diffondere liberamente anche senza richiesta e link a questo blog)
Da più parti sento dire che i giovanissimi che hanno diritto al voto hanno disertato i seggi al primo turno. Spero non sia vero, spero siano solo le solite voci maligne dei vecchi (come me) che vedono sempre il peggio nelle generazioni che seguono.
In ogni caso, invito tutti i giovani, anche quelli che accedono alle urne per la prima volta, a votare Pisapia.
Capisco che la politica vi sembri un'inutile ammucchiata di gente che parla solo a sé stessa, con un linguaggio troppo distante da voi, in un clima sempre più di rissa e di insulti reciproci che non fanno capire niente. Io da anni ho la stessa impressione e mi sono ritirato in altre passioni, disgustato da tutto ciò.
Oggi, però, a Milano abbiamo - avete - l'opportunità di dare un segnale di cambiamento. Andate a qualcuno degli incontri con Pisapia in questi giorni. Vi renderete conto che è un candidato diverso dai soliti politici. Un personaggio schivo, timido, un vero gentiluomo. Un uomo che da sempre è a fianco dei più deboli, un uomo che ascolta. nella sua squadra poi ci sono molti giovani e molte donne.
A chi, se non a voi, può interessare che questa città cambi? A chi, più che voi, serve un posto dove sentirsi ascoltati e non visti come un problema da risolvere per prendere voti? Chi, se non voi, che fin dai primi anni di vita avete condiviso le aule, i giochi e gli sport con i nuovi cittadini milanesi che vengono da lontano - quelli che la destra xenofoba chiama stranieri - può capire che questa può essere una città più bella e viva se queste nuove potenzialità entrano a far parte di un nuovo modo di essere milanesi? Chi, se non voi, ha diritto a una città culturalmente più viva, meno repressiva e bigotta, più giovane e aperta?
Io ho 53 anni, quindi anagraficamente, giovane non lo sono più da un pezzo. Ma non mi interessa. Non guardo a voi come la generazione sbagliata che mi segue, come spesso fanno i vecchi per stanchezza e per la pigirizia di comprendere le cose che cambiano.
Io non sono più giovane, ma so che i giovani di questa nostra Città vogliono e possono dire la loro circa il cambiamento. Vogliono farsi sentire. Vogliono capire.
Ragazzi, la croce che metterete su quella scheda è come una scritta di rivolta sui muri. Questa volta non potranno cancellarla!
Votate Pisapia!
Fabio Musati
Da più parti sento dire che i giovanissimi che hanno diritto al voto hanno disertato i seggi al primo turno. Spero non sia vero, spero siano solo le solite voci maligne dei vecchi (come me) che vedono sempre il peggio nelle generazioni che seguono.
In ogni caso, invito tutti i giovani, anche quelli che accedono alle urne per la prima volta, a votare Pisapia.
Capisco che la politica vi sembri un'inutile ammucchiata di gente che parla solo a sé stessa, con un linguaggio troppo distante da voi, in un clima sempre più di rissa e di insulti reciproci che non fanno capire niente. Io da anni ho la stessa impressione e mi sono ritirato in altre passioni, disgustato da tutto ciò.
Oggi, però, a Milano abbiamo - avete - l'opportunità di dare un segnale di cambiamento. Andate a qualcuno degli incontri con Pisapia in questi giorni. Vi renderete conto che è un candidato diverso dai soliti politici. Un personaggio schivo, timido, un vero gentiluomo. Un uomo che da sempre è a fianco dei più deboli, un uomo che ascolta. nella sua squadra poi ci sono molti giovani e molte donne.
A chi, se non a voi, può interessare che questa città cambi? A chi, più che voi, serve un posto dove sentirsi ascoltati e non visti come un problema da risolvere per prendere voti? Chi, se non voi, che fin dai primi anni di vita avete condiviso le aule, i giochi e gli sport con i nuovi cittadini milanesi che vengono da lontano - quelli che la destra xenofoba chiama stranieri - può capire che questa può essere una città più bella e viva se queste nuove potenzialità entrano a far parte di un nuovo modo di essere milanesi? Chi, se non voi, ha diritto a una città culturalmente più viva, meno repressiva e bigotta, più giovane e aperta?
Io ho 53 anni, quindi anagraficamente, giovane non lo sono più da un pezzo. Ma non mi interessa. Non guardo a voi come la generazione sbagliata che mi segue, come spesso fanno i vecchi per stanchezza e per la pigirizia di comprendere le cose che cambiano.
Io non sono più giovane, ma so che i giovani di questa nostra Città vogliono e possono dire la loro circa il cambiamento. Vogliono farsi sentire. Vogliono capire.
Ragazzi, la croce che metterete su quella scheda è come una scritta di rivolta sui muri. Questa volta non potranno cancellarla!
Votate Pisapia!
Fabio Musati
lunedì 23 maggio 2011
Lettera aperta alla Città di Milano
(da diffondere liberamente anche senza richiesta e link a questo blog)
La storia non bussa spesso alla porta. Sta passando in questi giorni a Milano. C'è la possibilità di girare l'angolo, c'è la possibilità di chiudere la porta in faccia alla Milano da bere, alla Milano ciellina, alla Milano leghista, alla Milano degli affari sporchi di Berlusconi, alla Milano delle mafie dell'Expo.
Sta soffiando un vento nuovo in città, elettrizzante e frizzante, un'aria da rivoluzione dolce e gioiosa, la gente si veste di arancione, tornano in tanti da ogni parte del mondo per contribuire a un successo che è sì annunciato, ma non assicurato, perché ogni voto va ridato, riconquistato, guadagnato e sull'altro fronte pare ci sia il voto di scambio, il buono spesa di 50 €, le promesse dell'ultim'ora di togliere l'ecopass e le multe (!), le urla incivili di Bossi e accozzaglia leghista che Milano diventerebbe una zingaropoli, una città con una moschea in ogni quartiere, centri sociali al posto delle portinerie delle case, se vincesse quel pazzo di Pisapia, quel ladro di auto di Pisapia, quel comunista estremista di Pisapia, colluso con Hamas, sporco, brutto e cattivo. Tutte bugie spudorate, dalla prima all'ultima, perché questo è diventato il dibattito politico a Milano e in tutt'Italia: dossieraggi, insulti e promesse da saldi di fine stagione.
Io dico NO!
Il gentiluomo Pisapia deve vincere perché abbiamo bisogno di persone come lui, altrimenti che anni avremo davanti per mio figlio, per i suoi compagni di classe provenienti da tutto il mondo e che sono piccoli cittadini milanesi come lui, per le sue compagne di banco di oggi che domani non vorranno far altro che le veline, le miss padania, le berlusconine alle sue feste da imperattore romano perché solo quel ruolo sarà loro proposto? Che anni e quanti?
La storia non bussa spesso alla nostra porta. Non perdiamo quest'occasione!
Votate Pisapia, fatelo per il futuro dei vostri figli.
Fabio Musati
La storia non bussa spesso alla porta. Sta passando in questi giorni a Milano. C'è la possibilità di girare l'angolo, c'è la possibilità di chiudere la porta in faccia alla Milano da bere, alla Milano ciellina, alla Milano leghista, alla Milano degli affari sporchi di Berlusconi, alla Milano delle mafie dell'Expo.
Sta soffiando un vento nuovo in città, elettrizzante e frizzante, un'aria da rivoluzione dolce e gioiosa, la gente si veste di arancione, tornano in tanti da ogni parte del mondo per contribuire a un successo che è sì annunciato, ma non assicurato, perché ogni voto va ridato, riconquistato, guadagnato e sull'altro fronte pare ci sia il voto di scambio, il buono spesa di 50 €, le promesse dell'ultim'ora di togliere l'ecopass e le multe (!), le urla incivili di Bossi e accozzaglia leghista che Milano diventerebbe una zingaropoli, una città con una moschea in ogni quartiere, centri sociali al posto delle portinerie delle case, se vincesse quel pazzo di Pisapia, quel ladro di auto di Pisapia, quel comunista estremista di Pisapia, colluso con Hamas, sporco, brutto e cattivo. Tutte bugie spudorate, dalla prima all'ultima, perché questo è diventato il dibattito politico a Milano e in tutt'Italia: dossieraggi, insulti e promesse da saldi di fine stagione.
Io dico NO!
Il gentiluomo Pisapia deve vincere perché abbiamo bisogno di persone come lui, altrimenti che anni avremo davanti per mio figlio, per i suoi compagni di classe provenienti da tutto il mondo e che sono piccoli cittadini milanesi come lui, per le sue compagne di banco di oggi che domani non vorranno far altro che le veline, le miss padania, le berlusconine alle sue feste da imperattore romano perché solo quel ruolo sarà loro proposto? Che anni e quanti?
La storia non bussa spesso alla nostra porta. Non perdiamo quest'occasione!
Votate Pisapia, fatelo per il futuro dei vostri figli.
Fabio Musati
domenica 22 maggio 2011
Saldi di fine stagione
Saldi di fine stagione: Via l'Ecopass, posteggio gratuito sulle strisce blu, cancellazione delle multe. A fine stagione, si fanno i saldi. I cittadini di Milano, però, vogliono una nuova stagione, non i saldi bugiardi della merce avariata di fine stagione. Non siamo stupidi, Letizia!
giovedì 19 maggio 2011
Raccolta differenziata - istruzioni per l'uso
La Moratti scarica Berlusconi, Formigoni scarica la Moratti, Bossi scarica Berlusconi, Berlusconi scarica la Moratti: a Milano sì che si fa la raccolta differenziata dei rifiuti!
Portiamoli tutti quanti in discarica!
Portiamoli tutti quanti in discarica!
martedì 10 maggio 2011
Profilo artistico di Arnaldo Musati (mio papà)
Arnaldo Musati (Varallo Sesia, 1916 – Roccapietra, 1988), pittore autodidatta di origini valsesiane, si dedicò al manifesto ed alle stampe pubblicitarie negli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale. Fu Cino Moscatelli, suo compagno di lotta partigiana in Valsesia, a commissionargli il manifesto della Liberazione; successivamente si trasferì ad Aosta dove aprì uno studio di pubblicità e realizzò molti dei manifesti che pubblicizzavano le stazioni invernali di tutta la valle: Cervinia, La Thuile, Cogne, Pila, la bellissima serie dell’Aosta-Gran San Bernardo. Era quello - gli anni a cavallo fra i ’40 e i ’50 - un periodo di ricostruzione e di rilancio di tutte le attività: questa generosa ed ingenua energia dà colore e luce alla tavolozza di Musati e la gioia della libertà riconquistata traspare nei sorrisi e negli slanci delle sue famose donne con le braccia alzate – il suo marchio di fabbrica.
lunedì 9 maggio 2011
9 Maggio 1978
Il mio lavoro drammaturgico Il Più è fatto, realizzato in occasione del trentesimo degli omicidi di Peppino Impastato e Aldo Moro, è contenuto in questo libro insieme ad altri due testi, a un saggio e alle biografie dei due uomini. Purtroppo, ad oggi, non è mai stesso messo in scena, nonostante abbia vinto due premi e le molte promesse a riguardo. Cedo i diritti e la piena collaborazione a chi voglia produrne l'eventuale messa in scena. E' un testo a cui tengo molto.
http://www.9maggio78.it/index.php?option=com_content&view=article&id=47&Itemid=56
http://www.9maggio78.it/index.php?option=com_content&view=article&id=47&Itemid=56
giovedì 28 aprile 2011
Io come autore Numero 0
A pag 18-19 della nuova rivista web Io come autore un articolo su di me.
http://issuu.com/iocome/docs/io_come_autore_0
http://issuu.com/iocome/docs/io_come_autore_0
mercoledì 20 aprile 2011
Circa la proposta di tassare il trasferimento di denaro degli stranieri residenti in Italia
Leggo sull'ultimo numero del Corriere Valsesiano la proposta di legge firmata dal deputato valsesiano Buonanno che prevede di tassare le transazioni finanziarie degli stranieri residenti in Italia. Altrove ho letto di una sua dichiarazione a riguardo dove afferma che questi sarebbero:
" furbi che piangono miseria qui e poi si fanno la casa nel loro paese".
Non entro in merito alla liceità di detta proposta, lascio agli organi competenti queste valutazioni. Mi preme però ricordare all'onorevole Buonanno che i loro onesti guadagni sono già tassati e che personalemente ritengo ingiusto che siano sottoposti a un'ulteriore gabella.
Inoltre, da valsesiano di origine, vorrei ricordare a tutti che dalla nostra bella valle, ma ahimé povera di risorse in un passato nemmeno tanto lontano, in tanti sono emigrati verso altri paesi europei e oltreoceano e proprio con l'intenzione di sfamare le loro famiglie e di potere un giorno costruirsi una casetta di proprietà dove ritornare dopo tanti anni di lontananza. Trovo questa intenzione, ieri come oggi e per ogni migrante, un'ambizione degna che deve essere oggetto del nostro plauso piuttosto che della pubblica derisione
Dal punto di visto pratico, poi, questa proposta indurrebbe gli stranieri a trovare altri modi meno ufficiali di trasferire il denaro, alimentando così circuiti paralleli per ottenere lo stesso scopo.
Mi spiace che la Valsesia e Varallo in primis rischino di diventare lo zoccolo duro dell'intolleranza e dell'insofferenza verso lo 'straniero'. Siamo tutti migranti, da che il mondo esiste, ed è proprio grazie a queste migrazioni che i popoli si arricchiscono e le razze migliorano.
I valori di un popolo e di una terra sono tali quando sanno comunicare e interagire con i valori degli altri popoli e delle altre terre, altrimenti sono barricate che portano all'isolamento e all'ignoranza.
" furbi che piangono miseria qui e poi si fanno la casa nel loro paese".
Non entro in merito alla liceità di detta proposta, lascio agli organi competenti queste valutazioni. Mi preme però ricordare all'onorevole Buonanno che i loro onesti guadagni sono già tassati e che personalemente ritengo ingiusto che siano sottoposti a un'ulteriore gabella.
Inoltre, da valsesiano di origine, vorrei ricordare a tutti che dalla nostra bella valle, ma ahimé povera di risorse in un passato nemmeno tanto lontano, in tanti sono emigrati verso altri paesi europei e oltreoceano e proprio con l'intenzione di sfamare le loro famiglie e di potere un giorno costruirsi una casetta di proprietà dove ritornare dopo tanti anni di lontananza. Trovo questa intenzione, ieri come oggi e per ogni migrante, un'ambizione degna che deve essere oggetto del nostro plauso piuttosto che della pubblica derisione
Dal punto di visto pratico, poi, questa proposta indurrebbe gli stranieri a trovare altri modi meno ufficiali di trasferire il denaro, alimentando così circuiti paralleli per ottenere lo stesso scopo.
Mi spiace che la Valsesia e Varallo in primis rischino di diventare lo zoccolo duro dell'intolleranza e dell'insofferenza verso lo 'straniero'. Siamo tutti migranti, da che il mondo esiste, ed è proprio grazie a queste migrazioni che i popoli si arricchiscono e le razze migliorano.
I valori di un popolo e di una terra sono tali quando sanno comunicare e interagire con i valori degli altri popoli e delle altre terre, altrimenti sono barricate che portano all'isolamento e all'ignoranza.
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