Conversazioni libere sui libri (miei e degli altri), il teatro, il cinema, l'arte e le idee
giovedì 30 dicembre 2010
Tramonto Falck, un romanzo murale: Tramonto Falck - date presentazioni in Gennaio
Tramonto Falck, un romanzo murale: Tramonto Falck - date presentazioni in Gennaio: "14 gennaio h 20 - Bondeno (FE) - Osteria Scciancalegn - via Virgiliana 21 gennaio h 18 - Milano - Libreria Odradek, via pricinpe eugenio 28..."
martedì 14 dicembre 2010
Questo non è un paese
Parafrasando Cormac Mac Carthy, questo non è un paese per vecchi che vogliono andare in pensione, per giovani che vogliono studiare, per quelli che vogliono lavorare, per donne che vogliono contare senza fare le veline o le escort, per i ricercatori, per i professori, per gli operai della Fiat, per gli onesti, per uomini, per la democrazia.
E' ormai un paese per ladri, ruffiane e puttane.
Questa è stata la lezione (l'ennesima) di oggi.
Giovani, andatevene!
E' ormai un paese per ladri, ruffiane e puttane.
Questa è stata la lezione (l'ennesima) di oggi.
Giovani, andatevene!
sabato 11 dicembre 2010
In viaggio con l'artista Carlo Andreoli (ALO)
In viaggio con l'artista Carlo Andreoli (ALO): "Il viaggio inizia una sera sul lungo Po, dentro quelle acque torbide e scure che si direbbero più generose di rifiuti che di storie da racco..."
Il crepuscolo degli eroi
La nona ora della liturgia cristiana corrisponde alla preghiera di metà pomeriggio, alle 15 per esattezza.
In quest’ora di passaggio della giornata, Papa Wojtyla viene colpito sulle gambe da un meteorite di medie dimensioni. Il suo corpo, addobbato come per il Giubileo, è steso a terra, le mani tengono con fermezza l’asta di un crocefisso. Il Papa tiene gli occhi chiusi, una ruga gli corruga la fronte, ma nel complesso il suo viso è sereno, non pare quello di qualcuno che ha subito una tale condanna dal cielo, non sembra morto, ma solo sognante oppure concentrato in preghiera. Le sue vesti non sono lacerate dal grosso masso nero e nemmeno insanguinate, come se il meteorite fosse stato appoggiato con attenzione sul suo corpo già disteso. Dall’alto, un tamburino in tenera età, seduto in una nicchia con i piedi sospesi sulla scena, alterna la totale immobilità a un ritmo stentato e impreciso. Il tutto crea una situazione di tempo sospeso, dove si attende da un momento all’altro qualcuno che narri o canti la scena, oppure che innalzi un inno o un salmo, invece non succede nulla, solo l’iterazione infinita del battito irregolare del tamburino che non risveglia il Papa, sempre disteso a terra. Nessuno interviene per liberare il suo povero corpo intrappolato sotto il meteorite, un signore in divisa non lo lascia avvicinare da nessuno.
In quest’ora di passaggio della giornata, Papa Wojtyla viene colpito sulle gambe da un meteorite di medie dimensioni. Il suo corpo, addobbato come per il Giubileo, è steso a terra, le mani tengono con fermezza l’asta di un crocefisso. Il Papa tiene gli occhi chiusi, una ruga gli corruga la fronte, ma nel complesso il suo viso è sereno, non pare quello di qualcuno che ha subito una tale condanna dal cielo, non sembra morto, ma solo sognante oppure concentrato in preghiera. Le sue vesti non sono lacerate dal grosso masso nero e nemmeno insanguinate, come se il meteorite fosse stato appoggiato con attenzione sul suo corpo già disteso. Dall’alto, un tamburino in tenera età, seduto in una nicchia con i piedi sospesi sulla scena, alterna la totale immobilità a un ritmo stentato e impreciso. Il tutto crea una situazione di tempo sospeso, dove si attende da un momento all’altro qualcuno che narri o canti la scena, oppure che innalzi un inno o un salmo, invece non succede nulla, solo l’iterazione infinita del battito irregolare del tamburino che non risveglia il Papa, sempre disteso a terra. Nessuno interviene per liberare il suo povero corpo intrappolato sotto il meteorite, un signore in divisa non lo lascia avvicinare da nessuno.
venerdì 3 dicembre 2010
Il mondo in vetrina di Carlo Andreoli
Le grandi metropoli allo specchio. Il mondo spiato attraverso la superficie trasparente di una vetrina, come se fosse in vendita. In un gioco continuo di riflessioni e rovesciamenti dell’immagine l’obiettivo cattura la realtà composita del dentro e del fuori. Cosa c’è dietro una vetrina di Londra? Un cab, un lampadario, dei tavolini, una palazzo elegante, un passante? Cosa è dentro e cosa è fuori? La bambina che piange o che riflette sotto all’Empire State building di New York è stata dimenticata dentro a un negozio oppure è l’immagine riflessa di un manifesto pubblicitario? Il pane e il vino posti ai piedi di un grattacielo sono simbolo di comunione o di commercio? Lenin osserva pensieroso dalla finestra una San Peterburg che non riconosce più come la sua Leningrad oppure è solo un cimelio comunista per turisti?
Sono paesaggi urbani, dove la natura si manifesta solo per confondere e sporcare la nostra visione del mondo: gocce sull’obiettivo, raggi di luce come striature della realtà.
Il mondo ci rovescia continuamente le sue immagini che ci appaiono reali e incontrovertibili, solide testimonianze di un presente certo e promessa di un futuro obbligato a essere più grande, più bello, più veloce.
E’ sufficiente una lastra di vetro per insinuare in noi il dubbio che tutto quello che crediamo essere il nostro presente non è altro che una riflessione della nostra paura, una parete trasparente dietro la quale crediamo di nasconderci.
Ci sediamo come un piccolo Buddah nudo a meditarci su, ma forse siamo solo i soggetti di una nuova pubblicità di uno shampoo.
Foto di Carlo Andreoli
Testo di Fabio Musati
Sono paesaggi urbani, dove la natura si manifesta solo per confondere e sporcare la nostra visione del mondo: gocce sull’obiettivo, raggi di luce come striature della realtà.
Il mondo ci rovescia continuamente le sue immagini che ci appaiono reali e incontrovertibili, solide testimonianze di un presente certo e promessa di un futuro obbligato a essere più grande, più bello, più veloce.
E’ sufficiente una lastra di vetro per insinuare in noi il dubbio che tutto quello che crediamo essere il nostro presente non è altro che una riflessione della nostra paura, una parete trasparente dietro la quale crediamo di nasconderci.
Ci sediamo come un piccolo Buddah nudo a meditarci su, ma forse siamo solo i soggetti di una nuova pubblicità di uno shampoo.
Foto di Carlo Andreoli
Testo di Fabio Musati
Tre foto della presentazione di Sesto
Sembra più una riunione di un consiglio di classe dei genitori di una materna che una presentazione!
Foto di Gianfranco Candida
Un ritratto artistico eseguito da Carlo Andreoli (ALO)
Così mi vede l'artista Carlo Andreoli. La foto l'ho fatta col telefonino, vale quello che vale. Chi vuole ammirare l'opera faccia una salto da me.
Carlo Andreoli (ALO): Intervista di Fabio Musati ad ALO davanti a un pia...
Carlo Andreoli (ALO): Intervista di Fabio Musati ad ALO davanti a un pia...: "Intervista ad ALO, davanti a un piatto di risotto e a varie bottiglie di vino rosso A 11 anni fondevo barattoli di plastica e di metallo c..."
giovedì 2 dicembre 2010
Tramonto Falck, un romanzo murale: Tramonto Falck a Rai Radio 2 - Rai Tunes - 29 Nov...
Tramonto Falck, un romanzo murale: Tramonto Falck a Rai Radio 2 - Rai Tunes - 29 Nov...: "Scarica da Uploading: Alessio Bertallot legge a Rai Radio 2 un brano del romanzo e mi fa una domanda oppure senti direttamente dal sito..."
domenica 28 novembre 2010
lunedì 8 novembre 2010
lunedì 25 ottobre 2010
Oh Mare nero - articolo pubblicato su Fenera di Ottobre 2010
Oh mare nero, oh mare nero, oh mare ne
tu eri chiaro e trasparente come me
Quando, nei primi anni settanta, ascoltavo Lucio Battisti cantare il ritornello de La canzone del sole non capivo bene a quale nero alludesse. Iniziava con la declinazione dei colori dell’adoloscenza: le trecce bionde, gli occhi azzurri e poi... il problema era tutto in quel poi, e non per colpa delle calzette rosse ma a causa dell’inquinamento del mare, del suo intorbidirsi fino a diventare nero petrolio come metafora semplice e immediata della perdita dell’innocenza.
Ma ti ricordi l’acqua verde e noi
le rocce, bianco e il fondo
di che colore sono gli occhi tuoi
se me lo chiedi non rispondo
Così cantava Battisti, con la complicità di un ispirato Mogol, e noi ragazzi, nelle pigre domeniche di austerity, gli facevamo coro accompagnandoci con una chitarra scordata, senza renderci conto dell’epifania tragica di quel motivetto estivo:
Oh mare nero, oh mare nero, oh mare ne
tu eri chiaro e trasparente come me
Oggi, purtroppo, è chiaro a tutti a quale nero porti l'eccesso di bramosia e la mancanza di prudenza nello scavare come talpe il nostro sottosuolo, senza pensare alle conseguenze ultime. Ce l’hanno illustrato in modo apocalittico la BP e i recenti avvenimenti del Golfo del Messico.
martedì 5 ottobre 2010
Crisalide Rosa - OkBook
Crisalide rosa - OkBook
Crisalide Rosa di Cristiana Pivari
Absolutely Free edizioni
Silvia è una giovane donna di 35 anni, sorpresa dall’autrice in un momento critico di passaggio.
Rinchiusa nel bozzolo di crisalide che si costruisce attorno per difendersi dalle insidie della vita e da una madre troppo opprimente, vorrebbe finalmente uscirne come la bella farfalla che in potenza sente di essere, ma continua ad avvolgersi al suo interno con ripetute e severe analisi sul suo comportamento e su quello degli altri nei suoi confronti.
Crisalide Rosa di Cristiana Pivari
Absolutely Free edizioni
Silvia è una giovane donna di 35 anni, sorpresa dall’autrice in un momento critico di passaggio.
Rinchiusa nel bozzolo di crisalide che si costruisce attorno per difendersi dalle insidie della vita e da una madre troppo opprimente, vorrebbe finalmente uscirne come la bella farfalla che in potenza sente di essere, ma continua ad avvolgersi al suo interno con ripetute e severe analisi sul suo comportamento e su quello degli altri nei suoi confronti.
mercoledì 22 settembre 2010
I disegni di Ale Senso per il mio nuovo romanzo
La street artist Ale Senso (http://www.crazysen.it/ ) ha realizzato cinque splendidi disegni che correderanno il mio nuovo romanzo Tramonto Falck in uscita a giorni. Eccone un primo assaggio.
mercoledì 15 settembre 2010
La mia rubrica mensile su Fenera
A partire da questo numero Fenera ospita una mia rubrica mensile dal titolo: Le opinioni di un clown.
In questo numero, Bestiario Americano, un taccuino di un mio viaggio in America Latina.
C'è un uomo che spacca teste di vacca. Le tira fuori dal cassone di un camion, scuoioate e sanguinanti, e già ce ne sono cinque o sei in strada, tutte con un taglio netto sulla fronte. Si serve di un'ascia picchiandola con forza e precisione, poi con le mani forza il taglio orizzontale e ne estrae il cervello tutto intero, il pezzo più prelibato, - mas rico - mi dice Antonio.
- Il resto lo butta via? - chiedo alla guida locale che ci ha accompagnati al mercato popolare di Toluca, quello della sua città, dato che non si è fidato di andare in uno di Mexico City, non c'è mai stato e non vuole sorprese. E’ stato poche volte anche in questo e infatti ha dovuto telefonare un paio di volte a sua mamma per farsi indicare la strada.
- Mia moglie non sa nemmeno che esista - continua Antonio. - Noi andiamo da Wal-Mart - dice palesando una certa fierezza.
Per entrare da Wal-Mart, il grande supermercato in stile americano, devi esibire una tessera come per un club, e poi cammini tra le file di imponenti frigoriferi dove conservano tutti i prodotti che si comprano lì, rigorosamente imballati in pacchi famiglia. Il frigorifero è anche una macchina che distribuisce il ghiaccio che spunta poi in grossi iceberg dai bicchieroni di coca-cola.
In questo numero, Bestiario Americano, un taccuino di un mio viaggio in America Latina.
Bestiario americano
C'è un uomo che spacca teste di vacca. Le tira fuori dal cassone di un camion, scuoioate e sanguinanti, e già ce ne sono cinque o sei in strada, tutte con un taglio netto sulla fronte. Si serve di un'ascia picchiandola con forza e precisione, poi con le mani forza il taglio orizzontale e ne estrae il cervello tutto intero, il pezzo più prelibato, - mas rico - mi dice Antonio.
- Il resto lo butta via? - chiedo alla guida locale che ci ha accompagnati al mercato popolare di Toluca, quello della sua città, dato che non si è fidato di andare in uno di Mexico City, non c'è mai stato e non vuole sorprese. E’ stato poche volte anche in questo e infatti ha dovuto telefonare un paio di volte a sua mamma per farsi indicare la strada.
- Mia moglie non sa nemmeno che esista - continua Antonio. - Noi andiamo da Wal-Mart - dice palesando una certa fierezza.
Per entrare da Wal-Mart, il grande supermercato in stile americano, devi esibire una tessera come per un club, e poi cammini tra le file di imponenti frigoriferi dove conservano tutti i prodotti che si comprano lì, rigorosamente imballati in pacchi famiglia. Il frigorifero è anche una macchina che distribuisce il ghiaccio che spunta poi in grossi iceberg dai bicchieroni di coca-cola.
mercoledì 14 luglio 2010
lunedì 28 giugno 2010
Mio Fratello muore meglio di Renzo Brollo
Di Renzo Brollo avevo già letto "Se ti perdi tuo danno", suo romanzo d'esordio che mi aveva colpito perché non sembrava il libro di un esordiente ma un'opera di un autore maturo. Mi erano piaciuti l'ambientazione, i personaggi, la vicenda e le descrizioni, mentre avevo trovato deboli a tratti a dialoghi, un po' legnosi e verbosi.
venerdì 28 maggio 2010
un mio racconto inedito per Fenera: Western story
Western story
Quando lo sceriffo Parson vede un mezzo sigaro schiacciato per terra, proprio sotto il bancone del locale dove si è fermato per bere un goccio, capisce che il vecchio meticcio è passato da lì, e non da molto probabilmente.
Lo raccoglie, lo annusa e se lo sfrega tra pollice e indice della mano destra. È leggermente caldo in punta e odora ancora di buono; la puzza di quel fetido locale non si è ancora impregnata nel tabacco.
Il sigaro schiacciato riassume la volontà del meticcio di calpestare tutto ciò che incontra sotto il suo tacco che pesta con violenza.
venerdì 14 maggio 2010
Antologia Opera Narrativa Fantascienza e Fantasy
E' finalmente usscita l'antologia del premio che ho vinto due anni fa, edita da Tabula Fati. Contiene altri bei cinque racconti oltre al mio.
Cliccando sul titolo di questo post si accede al sito dell'editore dove la si può ordinare.
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