sabato 21 gennaio 2012

Nixon e il batterio


Voglio rispondere direttamente a chi in questi giorni ci sta dicendo che non capiscono la nostra ostinazione ad occuparci di quattro cartelli che sono lì da un paio d’anni, che sì, magari non sono eleganti e assolutamente inutili, che è una delle solite trovate sensazionalistiche del sindaco per farsi pubblicità, che non vanno presi sul serio e alla lettera perché intanto nessuno applica quei divieti. Infatti non risultano procedimenti a carico di nessuna donna mussulmana a volto coperto, di nessun ‘vu cumprà’ e di nessun mendicante.


“Quindi perché vi scaldate tanto?” ci dicono. “Non ci sono cose più importanti e gravi di questa?”

L’ultima domanda la liquido subito ricordando che quella è la tipica scusa al qualunquismo. C’ è sempre qualcosa più importante da fare e così non si fa mai niente. Invece noi ostinatamente ci vogliamo occupare di questa cosa. Altri, e noi stessi in altri momenti, si possono occupare d’altro.

“Perché ci occupiamo di quei quattro cartelli? Perché ci scaldiamo tanto?”

Proviamo a fare un passo indietro e verso ovest.


lunedì 16 gennaio 2012

Segnali dal sindaco di Varallo - una vignetta di Mauro Biani

Abbiamo chiesto ad alcuni vignettisti di farci una vignetta ispirata alla petizione http://www.firmiamo.it/rimozione-dei-segnali-di-intolleranza-a-varallo-sesia

Ecco il lavoro di Mauro Biani. Ogni commento è superfluo. Grazie Mauro!
Dal sito di Mauro Biani (www.maurobiani.it) e da wikipedia  (http://it.wikipedia.org/wiki/Mauro_Biani) leggiamo che  è  vignettista, illustratore, scultore. Conferisce alle sue strip un particolare valore di satira sociale e politica, affrontando tematiche specificatamente relative alla legalità, al pacifismo, ai diritti umani. È, inoltre, educatore professionale con ragazzi diversamente abili mentali, presso un Centro specializzato.
Attualmente è vignettista free lance con “Liberazione”, collabora con “L’Unità”, con “Il Fatto Quotidiano”, con “E” mensile di Emergency, con “Loop”, con il settimanale del terzo settore “Vita”, con “il Mucchio Selvaggio”, “Azione Nonviolenta”, U’Cuntu, l’associazione “Libera”, la testata “L’Indro” e il portale Peacelink. Fa parte del gruppo internazionale sotto l’alto patrocinio dell’Onu: Cartooning For Peace.


giovedì 12 gennaio 2012

Filastrocca varallona

C’era una volta un paese piccino picciotto,
chiese di sopra, chiese di sotto.
Alle pendici di monti di rosa smaltati,
tutti eran buoni come santi pittati.

Forse si chiamava Varollo o Varillo,
il clima era fresco, persino un po’ arzillo
e ci abitava gente tranquilla
solo in febbraio magari un po’ brilla

E a Varallì, e a Varallò
un buon anno ci arrivò.
E a Varallì, e a Varallò
questa storia canterò.

Tutti andavano d’amore e d’accordo,
almeno è così che me lo ricordo.
Fossero rossi, neri e bianchini
tutti erano accolti come vicini.

Un brutto giorno venne un  tiranno,
(non so in che giorno, forse capodanno)
non tanto alto e nemmeno bellino,
ma con la rabbia di un cane mastino.

E a Varallì, e a Varallò
un buon anno ci arrivò.
E a Varallì, e a Varallò       
un brutto giorno ci arrivò.

Venne con spada e forte corazza,
venne dicendo di salvare la razza.
Quale poi fosse nessuno lo sa,
dato che veniva da chissachilosa.

Per convincere tutti che era padano
ingurgitava parmigiano reggiano
e non ne dava nemmeno un pezzetto.
Se lo teneva sotto il suo letto!


E a Varallì, e a Varallò
questa storia continuò.
E a Varallì, e a Varallò
questa storia canterò.

Del suo profilo un po’ imbellettato
riempì il paese con un gran cartonato.
Persino del monte al paese più sacro
si impadronì senza fare un massacro.

I varallini oppur varalloni
(che non ricordo più bene quei nomi)
eran zittiti da quel triste ometto
manco fosse arrivato fin lì Maometto.

E a Varallì, e a Varallò
questa storia continuò.
E a Varallì, e a Varallò
questa storia canterò.

E in quel paese di pittori e di santi
non fece più entrare i mendicanti,
dichiarò guerra alle donne col velo
e affisse divieti con un grande zelo.

C'è un lieto fine, come sempre le fiabe,
i varallini oppur varalloni
non erano tutti quanti caproni:
lo cacciarono a grandi pedate                                                                                                                       . 
e l'omettino scappò a gambe levate.

E a Varallì, e a Varallò
questa storia terminò.
E a Varallì, e a Varallò
il buon anno sì, arrivò!.



Fabio Musati 2012 copyright
(diffusione permessa con link a questo sito)

mercoledì 4 gennaio 2012

Noi, intimiditi nel feudo leghista - lettera a L'Espresso

'Noi, intimiditi nel feudo leghista'di Fabio Musati e Maria Rosa Panté «Varallo Sesia, Piemonte. Un pezzo d'Italia chiuso, dove chi si oppone all'onnipotente boss del Carroccio subisce ritorsioni, minacce, attacchi personali. E il dissenso è quasi scomparso, per paura». La denuncia di due lettori


(03 gennaio 2012) Caro direttore,

chi Le scrive vive, ha le sue radici in Varallo Sesia, provincia di Vercelli, Piemonte. Alle vie d'entrata della nostra cittadina ci sono dei grandi cartelli che vietano l'accesso a donne col burqa, il niqab, il burqini, ma anche ai vu' cumprà e ai mendicanti. Questi cartelli 'accolgono' le persone già da qualche anno e ce ne sono altri più piccoli sparsi dentro Varallo.



Se abiti a Varallo non li vedi più, se ci arrivi tutti i giorni li guardi distrattamente. Ma noi abbiamo amici che vengono a Varallo da lontano. E restano attoniti.



Ha cominciato uno a chiedere come potevamo sopportarli. Poi un'altra a dire che erano vergognosi e come mai non dicevamo niente. Poi s'è vista gente che li fotografava e qualcuno di noi si è affrettato a dire che non era d'accordo, che quei cartelli non lo rappresentavano.



Infine anche Don Gallo è venuto a Varallo e ha detto che Gesù Cristo non sarebbe potuto entrare qui, in quanto mendicante.



Allora abbiamo sentito che la misura era colma e ormai tutti giorni quei cartelli li guardiamo, sentendo il loro duplice potere negativo: di esclusione e però anche di assuefazione all'esclusione.



Così abbiamo promosso una petizione perché questi cartelli vengano rimossi.



Il sindaco di Varallo è probabilmente abbastanza noto a livello nazionale. E' l'onorevole leghista Gianluca Buonanno.



Questo onorevole, che è sindaco a Varallo, vice sindaco a Borgosesia (città vicina), sponsor del sindaco di Gattinara (altra città vicina) e di tutta o quasi l'Alta Valle, sta trasformando la Valsesia. Come diciamo noi in 'Buonannia'. Cioè nel suo feudo.



Vede, Direttore, qui da noi è diventato molto difficile dissentire e molti hanno perfino paura. La cosa pubblica è gestita ormai attraverso una rete di connivenze, delazioni e intimidazioni che pervade il territorio.



La stampa, a parte qualche rara, timida eccezione, è schierata a favore del sindaco e fa molta fatica a dare spazio a voci contrarie. La gente, soprattutto se deve in qualche modo avere a che fare con strutture comunali, teme ritorsioni di vario genere. Ad esempio qualcuno ci ha spiegato di non aver potuto firmare la nostra petizione perché 'deve lavorare'.



Possiamo dire queste cose con certezza perché anche qualcuno tra di noi, per aver scritto articoli critici (non pubblicati su giornali locali) sulla politica del sindaco, è stato intimidito più volte via e-mail, gli è stato intimato il silenzio altrimenti l'onorevole «avrebbe detto a tutti che razza di persona è» - e in effetti non sono mancati attacchi sul piano professionale e personale.



E questo è accaduto a molti. La situazione feudale è così. Se tu non ti opponi puoi avere dei favori, se ti opponi non solo sei escluso, ma sei anche insultato, la tua immagine infangata, i tuoi diritti lesi.



La petizione per noi che l'abbiamo promossa è un modo per combattere la discriminazione, la chiusura agli altri e l'eccessivo e antidemocratico accentramento di potere in una sola persona. Chi vuole, la trova qui



Se si vuole lasciare commenti o testimonianze c'è anche un blog



Grazie

Maria Rosa Panté

Fabio Musati

sabato 24 dicembre 2011

Blog creativo della petizione

Chiedo cortesemente ai tanti amici creativi di partecipare alla campagna per la petizione contro i segnali di intolleranza a Varallo con una loro opera (disegno, vignetta, graffiti art, canzone, poesia, narrativa, fotografia, etc.). L'intenzione è quella di creare un blog 'creativo' che accompagni la petizione. Lo stile e il tono deve preferibilmente essere improntato alla leggerezza e all'ironia, piuttosto che alla violenza verbale e allo sberleffo. Leggerezza, ironia e cultura contro violenza, insulti e ignoranza. Si chiede la concessione a titolo gratuito dell'opera (in formato elettronico) che sarà utilizzata nel rispetto del diritto d'autore o della proprietà intellettuale solo ai fini della presente campagna. L'autore verrà citato come e se richiesto. Grazie a tutti. Potete inviare le opere a fabio_musati@yahoo.it.

Siamo a quota 100 - Petizione per Varallo

Alle ore 09.07 del 24 dic 2011 dopo nemmeno 20 ore di petizione siamo a quota 100!
Un buon inizio.
Continuate a firmare, condividete su blog/siti/FB/twitter, invitate gli amici, parlatene.
Ecco il link alla petizione per la rimozione dei segnali di intolleranza a Varallo (Sesia).
Grazie.

http://www.firmiamo.it/rimozione-dei-segnali-di-intolleranza-a-varallo-sesia

venerdì 23 dicembre 2011

Cristo si è fermato a Varallo

Atto unico per un narratore e dialogo a due voci


Gesù Cristo, giunto in Valsesia, ha visto i cartelli che fanno espresso divieto di ingresso nella città di Varallo alle donne in burqa, niqab e burkini, ai vu cumprà e ai mendicanti, e ha dovuto fermarsi per non essere arrestato, dato che lui è un mendicante.
Cristo è stato fermato davanti a quei cartelli.
Cristo si è fermato a Varallo e non ce ne siamo nemmeno accorti.
Ma come è potuto accadere?



giovedì 22 dicembre 2011

Lettera di Natale contro il razzismo quotidiano - AgoraVox Italia

Articolo dell'amica Maria Rosa Panté contro i cartelli xenofobi e discriminatori di Varallo Sesia.
A breve, faremo una petizione per la rimozione di questi segnali d'inciviltà

Lettera di Natale contro il razzismo quotidiano - AgoraVox Italia

sabato 17 dicembre 2011

Regali di Natale

Per Natale, ecco il mio consiglio per i regali: tolleranza, civiltà e cultura.
Costano poco, non devi neanche impacchettarle e di questi tempi sono molto originali.

martedì 22 novembre 2011

Prima nazionale presentazione L'ombra dei sogni





Giovedì 1 dicembre alle ore 18.00 presso la Libreria Odradek, via Principe Eugenio, 28 Milano


Chiara Valentina Segré e Umberto Rollino presentano il nuovo libro di racconti di Fabio Musati, edito da Edizioni CentoAutori

Due l’emozioni che accompagnano il lettore nei 
sentieri di parole disegnate da Fabio Musati: 
l’ebbrezza della fuga verso mondi solo in apparenza 
banali ma che ad uno sguardo più attento sono
ricchi di misteri le cui soluzioni possono tramutarsi,
imprevedibilmente, in incubi o in sogni e
l’impressione, la sfuggente sensazione, di cogliere
nelle parole dei protagonisti la via per cogliere il
segreto delle “cose” del nostro quotidiano. Racconti
che si trasformano in avventure da vivere a capofitto
tenuti per mano da una guida che ci osserva da
lontano: lo sguardo di Kafka che regala alla logica la
possibilità di cogliere l’identità degli uomini seppur in
un attimo compresso dalla continua evanescenza
delle esistenze. Diversi i generi attraversati da
Musati: dall’horror al thriller al fantastico non
smarrendo mai come punti di riferimento i momenti
fondamentali dell’esistere umano: l’amore, il sesso il
confrontarsi con se stessi.



Il blog del libro:
http://lombradeisogni.blogspot.com/


Il booktrailer:


http://youtu.be/6E6lXuiKwbw

martedì 25 ottobre 2011

Lightscape - progetto di Ale Senso

Bellissimi! Io ho già una di queste opere. Andate a vederle dal 3 al 17 Novembre presso:

Associazione Circuiti Dinamici ( Circolo Culturale Bertolt Brecht)

Via Giovanola 19/c
Milanomi ITALY


sabato 22 ottobre 2011

Sulla soglia - Mostra di Silvio Wolf - Pac Milano

Una soglia. Cosa c'è oltre? Chi vi sta davanti?
Un'indagine sulla luce e sulle sue riflessioni, in senso fisico e metafisico. Un piccolo viaggio dentro di sé attraverso i lavori di un fotografo che invece di rappresentare l'immagine, la cela, rendendo il soggetto che l'osserva il vero protagonista del suo lavoro.
L'installazione di SilvioWolf al Pac di Milano fino al 6 Novembre è un'opera unica nella quale entrare, esitanti e incerti dapprima, come sempre di fronte a una soglia verso l'ignoto, ma dove immergersi totalmente fino a diventarne parte integrante.
http://cultura.blogosfere.it/2011/07/mostre-milano-le-opere-e-una-performance-di-silvio-wolf-al-pac.html

domenica 16 ottobre 2011

Notte e Nick


Notte. Divani rossi. Suonano Nick Cave. Un CD di Nick Cave: Nocturama forse, o quello prima.
Me ne sto sprofondato su uno dei divani rossi,  come se Nick fosse lì e cantasse dal palco, invece ingombro di casse e scatoloni rovesciati e vuoto per il resto. Un paio di coppie ballano, ma come si fa a ballare Nick Cave? Trascinano i piedi sull’argento della pista, incespicando su mucci di sigarette e altra spazzatura. Fuori una sirena continua a suonare per allarmare il proprietario di una macchina che dorme oppure se ne fotte. Fumo una sigaretta via l’altra, il posacenere ricolmo sul tavolino.
Mi lascio coccolare dal piano sgocciolante di He wants you. Sì, è proprio Nocturama.